lunedì 10 giugno 2013

Quando tu, in divisa di scolara, come un'ombra uscisti dall'oscurità della camera d'albergo, io, ragazzo, senza sapere nulla di te, compresi con tutta la forza dell'angoscia, che nel mio intimo rispondeva alla tua, che quella ragazza magrolina e fragile era carica, come d'elettricità, di tutta la femminilità pensabile al mondo. "Se ti avvicini o la tocchi con un dito, una scintilla illuminerà la stanza e, o ti fulminerà all'istante, o s'impadronirà di te per tutta la vita, con la potenza magnetica della sua tristezza." Fui sconvolto dall'emozione, come folgorato e cominciai a piangere dentro di me. Sentivo una sconfinata pietà per me stesso ragazzo e ancora di più per la bambina che eri tu. Tutto il mio essere si stupiva e si chiedeva: se fa così male amare, assorbire questa elettricità, come deve essere più doloroso essere donna, essere questa elettricità, e suscitare l'amore!

Borìs Leonìdovič Pasternàk, Il dottor Živago

domenica 9 giugno 2013

La grotta dei sogni dimenticati

Continuo a imbattermi per puro caso in magnifiche immagini del sud della Francia... proprio in questo periodo in cui si inizia a pensare alle vacanze! Perchè di vacanze c'è bisogno, anche se da questo momento non lavora nessuno in famiglia...
Sono passata più volte in questa zona, ho visitato varie città, mi sono sparata interminabili code in auto lungo la costa e l'autostrada. Non sono mai stata particolarmente affascinata dalla regione; nemmeno la nobile Avignone, men che mai il lifting viollet-le-duchiano di Carcasonne mi hanno fatto battere veramente il cuore. Ho dei bei ricordi delle mie brevi permanenze, ma solo perchè un viaggio senza bei ricordi è come la focaccia al formaggio senza il formaggio.
Quello che mi era sfuggito era: vicino alle città e cittadine che ho visitato ci sono delle montagne. Montagne che, a parte il celebre profilo della Sainte-Victoire, mi sono completamente ignote. Eppure...
Se il parco naturale del Verdon si trova non troppo lontano da Cannes, andando verso nord-ovest, più a nord di Avignone, c'è qualcosa di ancora più straordinario: la valle che custodisce  alcune fra le più antiche pitture murali del mondo, quelle della grotta Chauvet.

La grotta corre per oltre 500 metri all'interno della montagna, e fu scavata nei secoli dal fiume Ardèche. Di grandissima bellezza, ha lunghe pareti traslucide di cristalli e cupole iridescenti. Viene resa famosa dalla scoperta, nel 1994, di numerose pitture parietali risalenti all'uomo di Cro-Magnon
da wikipedia


Grotta che è mostrata in tutta la sua bellezza da un documentario di Werner Herzog, il quale tanto ha fatto finchè non ha avuto il permesso dal governo francese di girare dentro la grotta (perchè se non fa qualcosa al limite dell'impossibile, non è felice lui). Risultato? Un bellissimo documentario, che fa godere non solo delle straordinarie pitture della grotta, ma anche del bellissimo paesaggio dei dintorni, con le pareti di roccia modellate dal fiume Ardechè.


Un documentario così bello ed emozionante che mi ha fatto venire voglia di saperne di più sulle popolazioni preistoriche, che mai, MAI, avevano attirato la mia attenzione prima di quella sera. Un altro piccolo miracolo di Herzog.

sabato 8 giugno 2013

Una montagna di rose e un cespuglio di peonie

Alcune foto che ho scattato nel Roseto di Villa Reale a Monza. Quando il soggetto è una meraviglia non importa molto quanto è scarso il fotografo...


martedì 4 giugno 2013

Lo sapevo che l'altro tema durava poco. Non avendo ancora tempo per farne uno mio ho scelto questo, che c'entra meno, ma è più bello.